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Speciali

Cinque film da vedere se hai amato Assassin’s Creed: Valhalla

È quasi passato un anno dall’uscita di Assassin’s Creed Valhalla, finora ultimo episodio della saga degli Assassini di Ubisoft.

Una storia brutale e avvincente, che ha portato i fan della saga a visitare la selvaggia Inghilterra altomedievale nei panni di Eivor, coraggioso eroe vichingo.

Mentre Valhalla continua a deliziarci con contenuti post-lancio (fra i quali L’Assedio di Parigi, atteso DLC in uscita il 12 agosto), vi consigliamo cinque film e serie televisive che dovreste vedere se avete amato le sue atmosfere violente ed epiche.

Pathfinder – La leggenda del guerriero vichingo

Iniziamo con quello che forse è il più spensierato film della lista: Pathfinder – La Leggenda del Guerriero Vichingo di Marcus Niespel è un assurdo esempio di come si possa prendere un’ambientazione-quella vichinga, appunto-e utilizzarla nel modo più bislacco possibile.

Alto medioevo: sulle coste del Nordamerica, la vita di una tribù di nativi viene stravolta dall’arrivo di un’orda di guerrieri norreni giunti qui dopo aver attraversato il mare.

A fronteggiarli c’è però Ghost, unico sopravvissuto da di una precedente spedizione vichinga e cresciuto dai nativi del luogo. Quando i vichinghi arrivano, Ghost dovrà scegliere se seguire il suo popolo d’origine o quello di adozione.

Inutile dire quale sarà la risposta alla domanda.

La leggenda di Beowulf

Robert Zemeckis è quel che si dice un “regista per tutti”: suoi sono per esempio Forrest Gump, uno dei melodrammi generazionali più amati degli ultimi trent’anni, il masterpiece Ritorno al Futuro e Polar Express, splendida fiaba natalizia in CGI con un Tom Hanks mattatore assoluto.

Sempre esplorando il campo dell’animazione, nel 2007 il regista ha trasposto le saghe norrene attraverso il suo La Leggenda di Beowulf, con Ray Winstone (The Departed-Il Bene e il Male) e Angelina Jolie.

Spettacolare nella forma, ma forse un po’ troppo “classico” nella struttura narrativa funzionale più che altro a omaggiare il capolavoro della letteratura, La Leggenda di Beowulf è un’interessante sortita nella mitologia nordica, fra atmosfere epiche e sognanti ed estetica barbara, in grado di celebrare un intero immaginario collettivo (e, se amate God of War, potreste trovarvi qualche punto di contatto).

Il tredicesimo guerriero

Il Tredicesimo Guerriero, diretto dallo specialista di action John McTiernan (Die Hard, Predator e molti altri cult del genere) e tratto da un romanzo di Michael Chrichton (Jurassic Park e Westworld), è un bizzarro incontro fra action cavalleresco, fantastoria e folk horror in cui un giovane guerriero arabo (Antonio Banderas) si ritrova nel profondo nord Europa, accolto in una tribù vichinga che vede in lui e in altri dodici guerrieri la salvezza contro un’inquietante orda di demoni.

L’atmosfera, pur rifacendosi agli stilemi classici del cinema di cassetta U.S.A., dona allo spettatore una storia abbastanza weird shakerando epica e mistery in maniera convincente, regalando numerosi momenti di epica e piacevole divertimento.

Visionario e movimentato, forse rappresenta uno degli ultimi esempi di vero action di cassetta a basso costo mai prodotti.

Valhalla Rising

Anche questo costruito sul mito dell’arrivo dei Vichinghi nel Nuovo Mondo, Valhalla Rising è forse uno dei film di genere più allucinati e autoriali degli ultimi dieci anni.

Anno 1066: One-Eye è uomo cieco da un occhio e privo di parola unitosi di un gruppo di vichinghi convertiti al cristianesimo assieme a un ragazzo col quale ha stretto un’improbabile alleanza e amicizia.

Quando il gruppo guerriero vichingo parte per Gerusalemme per riconquistare il Santo Sepolcro, l’erronea conoscenza della geografia li porta da tutt’altra parte del globo. È solo l’inizio di un’epopea folle.

Lento, riflessivo, caratterizzato da un’estetica sporca e brutale, Valhalla Rising non è un film per tutti, né si può dire abbia un tono in linea con quello di Assassin’s Creed o altri giochi sui vichinghi, ma se amate l’ambientazione, se apprezzate lo stile di Nicolas Winding Refn (suoi Drive, Solo Dio Perdona e The Neon Demon) e se vi piacciono i film a metà strada fra racconto di genere e d’autore, allora Valhalla Rising è quel che può fare per voi.

Vikings

Infine, non si può che consigliare la serie televisiva che ha probabilmente ispirato setting e approccio alla narrazione di Assassin’s Creed Valhalla.

Iniziata nel 2013 e conclusasi quest’anno, Vikings ha rappresentato una solida risposta di History Channel allo strapotere di Game of Thrones, re indiscusso del genere epico per quel che riguarda la televisione degli ultimi dieci anni.

Come AC Valhalla, la serie segue le vicende della colonizzazione vichinga delle isole britanniche adottando il POV di Ragnar Lothbrok, leggendario re vichingo, impegnato a guidare l’opera di conquista (nb: in Valhalla compaiono i figli di Ragnar).

Continuata per ben sei stagioni, Vikings è un buon esempio di epica seriale, forse a tratti superiore anche a GoT, in grado di trasportarci in una splendida dimensione fra storia e mito.


Non c’è dubbio che l’epopea vichinga abbia ispirato moltissimo l’intrattenimento degli ultimi anni, a cominciare da Vikings e AC: Valhalla.

Quanti di questi film o serie avete già visto e apprezzato?
Quanti ne consigliereste?

This post was published on 9 Agosto 2021 12:00

Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore. Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman. Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood). Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play. È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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