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Recensioni

WWE 2K25 | Recensione (PC) | Il ritorno del Wrestling tra alti e bassi

Sviluppato dal solito Visual Concepts che ormai ha in dotazione i titoli sportivi affidati a 2K, WWE 2K25 è l’ultimo capitolo della celebre serie di videogiochi dedicata al wrestling professionistico. Abbiamo ricevuto una copia PS5 da 2K Sports pochi giorni dal lancio, il 14 marzo 2025, e dopo aver scazzottato mezzo roster e aver cercato di sottomettere i personaggi degli altri giocatori in multiplayer, siamo pronti a darvi un’opinione più approfondita.

WWE 2K25 mira a offrire un’esperienza completa agli appassionati del genere, e da un certo punto di vista ci riesce anche bene: parliamo del roster di personaggi più completo e vasto di sempre, mentre sul lato tecnico ormai Visual Concepts, come già ampiamente dimostrato con NBA 2K, non ha paragoni. Tuttavia, non ce la sentiamo di dare la cintura da campione a questo nuovo capitolo.

Monetine tra una Frog Splash e un 619

Ricordo con particolare nostalgia le giornate da ragazzino trascorse davanti alla TV sintonizzata su Italia 1, per seguire le epiche battaglie di SmackDown, così come ricordo le tante partite fatte alla PlayStation alle varie iterazioni di SmackDown VS RAW, le Royal Rumble con personaggi improbabili creati da me e i miei amici, e perfino le imitazioni delle varie mosse riprodotte nella realtà nonostante i tanti disclaimer Don’t Try This at Home (Non provatelo a casa).

Quelle storie assurde e ridicole, i personaggi carismatici che ancora oggi sono icone mondiali come per esempio John Cena, Rey Misterio o The Undertaker, avevano alimentato i nostri pomeriggi e la nostra fantasia, e bene o male ci siamo ritrovati ad affezionarci. Basta guardare anche cos’è successo negli ultimi giorni, con una tappa della Wrestlemania a Bologna dove il pubblico italiano si è scaldato tantissimo, sorprendendo le stesse superstar e gli showrunner.

Finché non arrivarono le morti di Eddie Guerrero e Chris Benoit, il Wrestling americano era diventato un fenomeno mediatico alla stregua dei Pokémon o di Harry Potter. Poi, con la scomparsa dei due personaggi, gradualmente anche la televisione mollò la presa su questo show, come confermato più volte anche dai cronisti italiani.

Superstar personalizzata di WWE 2K25, con occhiali da sole, taglio di capelli mullet e un mantello sdrucito e rovinatoSuperstar personalizzata di WWE 2K25, con occhiali da sole, taglio di capelli mullet e un mantello sdrucito e rovinato

Giocare a WWE 2K25, da un punto di vista affettivo, è stato un po’ come tornare a quei giorni spensierati, soprattutto affrontando la Modalità MyRise dove ho potuto rivivere quei momenti ridicoli e fintissimi che tanto mi divertivano, con una storia di nascita di una stella del Wrestling tra invasioni di ring di personaggi improbabili, sorprese e complotti da B-movie, il tutto giocato attraverso un personaggio di mia creazione.

Proprio la creazione delle Superstar del Wrestling è forse l’aspetto più curato del gioco, con la possibilità di intervenire perfino sulle asimmetrie del volto, sul vestiario fuori e dentro il ring, e sui tipi di mosse in base alle centinaia di situazioni (in piedi, sdraiati, di spalle, fuori dal ring, ecc).

Peccato queste caratteristiche di personalizzazione estetica siano meno presenti e coperte da valuta di gioco in-game o da progressi e trofei nella modalità The Island, la grande novità di quest’anno: una sorta di hub tridimensionale di WWE 2K25 in stile quartiere/città di NBA 2K dove poter muoversi con la propria Superstar di turno per partecipare a sfide, minigiochi e tornei.

Purtroppo neanche The Island convince appieno, presentandosi proprio come una versione timida e contenuta delle città di NBA 2K, con una serie di missioni che sono praticamente fetch quest in giro; a peggiorare la situazione, c’è il fatto che il personaggio sia lentissimo nei movimenti.

Dispiace, inoltre, vedere la modalità Showcase, ossia quella parte del gioco che tenta di far rivivere al giocatore dei momenti leggendari della WWE, venire relegata troppo alla fazione The Bloodline, concentrandosi forse un po’ troppo su personaggi secondari.

La vera nota negativa di WWE 2K25, però, in realtà, è la presenza massiccia di micro-transazioni e paywall, metodi che peggiorano negativamente l’esperienza soprattutto nelle modalità The Island e MyFaction a meno che, appunto, non spendiate un po’ di denaro sonante. La valuta virtuale è necessaria per sbloccare vari contenuti o per potenziare il proprio personaggio più in fretta, e se si vuole fare altrimenti è richiesto un impegno davvero significativo.

Questa pessima scelta di design, che ahimè ormai contraddistingue i titoli 2K Sports, penalizza gravemente i giocatori che non hanno tempo di stare troppo dietro a un videogioco, nonché quelli con un portafoglio non troppo largo per questo tipo di esperienze.

La potenza è nulla senza controllo

Visual Concepts, come già ribadito, è un portento quando si parla dell’aspetto tecnico… sebbene ci sia da fare qualche critica su alcuni aspetti grafici. In generale, per quel che riguarda la grafica, si viaggia ai soliti alti standard di 2K Sports, con animazioni, luci e ombre che su PS5 sono ben gestite.

Purtroppo, la qualità grafica degradata e l’essenzialità di alcuni passaggi in MyFaction o in The Island fanno sentire il loro peso, per quanto si tratti di momenti comunque marginali all’interno dell’intero pacchetto di esperienze di NBA 2K25.

Mi riferisco ai dialoghi che in molti casi sono rappresentati quasi da visual novel invece che da filmati veri e propri, o nei passaggi di alcuni di questi filmati dove è possibile notare glitch e strani artefatti. Per fortuna questi sono gli unici problemi sul fronte tecnico che ho potuto constatare.

Tornando a parlare, invece, delle qualità tecniche, il sistema di combattimento rispecchia a pieno la qualità di Visual Concepts riconosciuta già in altri videogiochi sportivi: fluidità, naturalezza e rapidità nelle animazioni sono unite a una mappatura dei comandi profonda e articolata, in grado di essere di semplice approccio a un livello basilare, ma molto più tecnica quando padroneggiata.

Sicuramente è un passo avanti dopo i rallentamenti avuti dopo WWE 2K20, ma c’è ancora qualche elemento un po’ troppo macchinoso e frustrante da gestire, soprattutto quando ci si trova con più avversari o quando ci si trova a dover raggiungere degli obiettivi nelle sfide che sono attuabili solo da casualità. O quando ci si trova negli stramaledetti quick-time events. Questi, specialmente quando ci si trova in catene di scazzottate o di sottomissioni, li ho trovati una meccanica che aggiunge solo frustrazione e ripetitività senza nessuna profondità di gioco.

Un ultimo appunto è da fare sulla colonna sonora, caratterizzata da sonorità ora più pop, ora più dure; il livello qualitativo della selezione è davvero esagerato: mi ha sorpreso trovare i Gojira, Eminem, gli Architects, le Babymetal e Amyl and the Sniffers. L’unica pecca è che la playlist mi è sembrata un po’ troppo breve! Solo 15 canzoni, purtroppo, non reggono il confronto, per esempio, con altri titoli sportivi di 2K come NBA.

Vittorie con botte e lividi

In generale, si nota come WWE 2K25 abbia fatti sonori passi avanti, soprattutto sul fronte tecnico, portando sullo schermo probabilmente il miglior videogioco di Wrestling dal 2020… ma distrazioni, microtransazioni ed errori vari danno un senso di incompletezza generale che sicuramente fa drizzare le antenne ai giocatori appassionati. Se cercate semplicemente un videogioco dove dare sfogo alla vostra curiosità per il Wrestling, siete comunque nel posto giusto.

This post was published on 24 Marzo 2025 21:00

Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo. Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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