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NieR Automata ha cambiato le sorti della storia dei videogiochi, almeno secondo l’ex capo di PlayStation Studios.
Le produzioni videoludiche hanno da sempre dei tratti distintivi, non solo chiaramente per quanto riguarda il genere d’appartenenza, ma anche per quella che è la filosofia dietro un preciso progetto: quest’ultimo aspetto cambia molto per esempio a seconda del Paese nel quale viene prodotto un videogioco e che da sempre ci porta a fare un distinguo tra produzioni orientali e occidentali.
Al giorno d’oggi la globalizzazione e la facilità con la quale è possibile diffondere i videogiochi nel mondo intero ha portato all’assottigliamento di queste differenze dato che ormai le software house, anche lontane nel mondo, tendono a influenzarsi a vicenda, ma tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000 c’era un distacco molto più netto tra produzioni occidentali, molto più incentrate sull’action e sugli shooter, e produzioni orientali che invece puntavano forte l’acceleratore sui giochi di ruolo (non a caso il JRPG è l’unico genere che viene distinto per la sua provenienza geografica).

A un certo punto nella storia, però, qualcosa è cambiato: dopo anni in cui il Giappone videoludico era noto per famose saghe RPG come Final Fantasy, Dragon Quest e Pokémon, arriva un punto di svolta che cambia le carte in tavola, ovvero la pubblicazione di Nier: Automata, o almeno, è ciò che sostiene l’ex capo di PlayStation Studios il quale ha dichiarato che il titolo di Platinum Games ha cambiato il corso della storia salvando il mercato videoludico giapponese.
Il Giappone videoludico è stato salvato da Nier: Automata, parola di Shuhei Yoshida
Shuhei Yoshida, ex CEO di SIE Worldwide Studios prima e PlayStation Studios poi, ha infatti rilasciato di recente un’intervista ad AVWatch durante la quale ha parlato proprio dell’importanza e dell’impatto che Nier: Automata ha avuto sull’industry videoludica giapponese: il gioco di Platinum Games ha rappresentato infatti una sorta di spartiacque tra due diverse identità dei videogiochi di produzione nipponica che dopo quel momento ha assunta un ben precisa identità che ancora oggi viene perseguita dalle software house del Paese del Sol Levante.
Fino all’epoca PS3, infatti, Yoshida ammette che le produzioni giapponesi stavano diventando un po’ stantie e avevano cominciato a imitare le produzioni d’oltreoceano: Yoko Taro, game director di NieR, ha preferito invece seguire una strada diversa e, forse senza nemmeno volerlo, è riuscito a creare un canone che ancora oggi viene seguito dalle software house giapponesi e anche da Platinum Games stessa come ad esempio per la serie di Bayonetta.

NieR: Automata è stato un grande successo sia per Platinum Games che per Square Enix, la quale si è occupata della distribuzione del gioco nel 2017; sono passati 8 anni da quel momento e gli appassionati della saga sono impazienti di scoprire qualche novità riguardo un nuovo capitolo della serie, soprattutto dopo il successo dell’anime che poteva avere al suo interno anche una scena particolarmente erotica.
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