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Giochi da Tavolo

Recensione | Spirits of the Forest

Ci sono serate nelle quali anche il più accanito dei giocatori semplicemente non ha voglia di affrontare un “cinghialone” da due ore che fonde il motore o incontri con amici che vogliono sì giocare ma anche fare 4 chiacchiere rilassati. E’ il momento di un filler, ma che sia di qualità.

E allora si parte con la playlist di un David Sylvian d’annata e ci si getta nelle atmosfere di Spirits of the Forest, gioco per 1-4 giocatori edito in Italia da GateOnGames.

I Componenti

Scatola e componenti

La scatola di pregevole fattura meriterebbe un posto di rilievo nello scaffale per la splendida immagine di copertina. La particolare attenzione per l’aspetto grafico è confermata dalle 48 tessere in cartoncino spesso che costituiscono il cuore del gioco.

Le tessere rappresentano gli spiriti presenti nella foresta e sono decorate con motivi in nove colori, uno per ogni tipo di spirito, rappresentato anche dal disegno dell’animale che lo caratterizza. In alcune carte compare anche una Fonte del Potere: sole, luna o fuoco. Su tutte le tessere campeggia il numero totale di spiriti di quel tipo presenti nell’intera foresta.

Strizzando l’occhio alla moda dei toni pastello, vi può essere qualche imbarazzo per i giocatori che soffrano di problemi di percezione dei colori ma è facilmente risolto dalla presenza delle icone animali anche se sono necessarie un paio di partite per abituarsi.

Oltre alle tessere, nella scatola si trovano gettoni favore con i simboli degli spiriti e delle fonti del potere e gemme in plastica trasparente che, per dimensioni e attinenza al tema, sembrano essere l’anello debole del set.

Uno snello ma completo libretto delle regole di una decina di pagine che coprono anche la variante in solitario e un segnapunti, ancora in cartoncino spesso, completano il contenuto della scatola.

Come si gioca

Si prepara la foresta ponendo le tessere spirito scoperte in 4 righe da 12 tessere e su 8 di queste si mette, coperto e in posizioni predefinite, un gettone favore. Ogni giocatore, al proprio turno, può prendere, dai margini laterali della foresta o una tessera con due simboli spirito o fino a due tessere con un solo simbolo spirito dello stesso colore. Se è presente un gettone, viene raccolto e esaminato senza rivelarlo agli altri.

Dopo avere eseguito l’azione principale, è possibile piazzare una delle gemme su una tessera presente nella foresta definendo una sorta di prenotazione. In questi casi l’assegnazione non è definitiva; sarà, infatti, ancora possibile per gli altri giocatori raccogliere quella tessera ma solo sacrificando definitivamente e riponendo nella scatola una delle proprie gemme.

La partita entra nel vivo

Al contrario, quando un giocatore raccoglie una tessera prenotata con una sua gemma la recupera per un uso futuro, così come avviene se un avversario neutralizza una prenotazione.

Si procede fino al momento nel quale tutte le tessere sono state raccolte e inizia il conteggio dei punti per determinare il vincitore. Per ognuno dei nove spiriti, solo il giocatore che ne detiene la maggioranza raccoglie tanti punti quanti sono i simboli che ha accumulato, tenendo in considerazione anche gli eventuali gettoni favore. La stessa logica vale per Fuoco, Luna e Sole, le tre Fonti di Potere che sono distribuite su tessere di colore diverso.

E non si può dimenticare come la penalizzazione per chi non abbia raccolto alcun simbolo di uno spirito o di una fonte di potere sia particolarmente pesante, -3 punti, quando una partita in 4 giocatori normalmente si risolve con punteggi tra i 10 e i 20 punti.

Conclusioni

Netta maggioranza per lo spirito della Frutta

Ne esce un gioco che, in una ventina di minuti e già questo è un grande pregio, può accontentare palati più fini e avventori di passaggio. Questi ultimi, compresi i ragazzini – la classificazione 14+ è dovuta solo alla presenza di componenti di plastica di piccole dimensioni – possono affrontarlo a cuor leggero divertendosi e i test sul campo me lo hanno confermato.

La ricerca delle maggioranze, la pianificazione della strategia necessaria per accaparrarsi i gettoni favore e l’uso delle gemme per prenotare tessere e mettere sotto pressione gli avversari, soddisfano i giocatori più esigenti che disdegnano i filler all’acqua di rose.

Quando Michael Schacht, autore di punta nel campo dei giochi per tutta la famiglia (sono suoi la serie Coloretto, Zooloretto e Aquaretto e Mondo), scende in campo le attese sono obbligatoriamente alte; Spirits of the Forest non delude e può entrare a pieno titolo nel circolo dei filler di qualità.

This post was published on 28 Maggio 2019 1:48

Massimo Brignolo

Diversamente giovane, è cresciuto alla rigida scuola dell'integralismo "german" ma, con il passaggio delle ere che intenerisce anche la convinzioni più radicate, sta iniziando a concedersi qualche divagazione eretica tra dadi e miniature provandone inconfessato piacere.

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