La fibra ottica è un ottimo modo per avere una connessione internet molto veloce. Ma con questa nuova tecnologia potrebbe anche aiutare con i terremoti. Come?
Anche se in alcune zone la presenza della fibra non è capillare come i cittadini (game soprattutto ma non solo) vorrebbero non si può negare che sia una tecnologia di trasmissione dei dati in espansione. Ed è proprio la sua presenza che potrebbe trasformarla in un alleato importante in caso di terremoto.
Nel nostro Paese l’idea che un terremoto possa colpire una zona qualunque, provocando danni anche ingenti a strutture o persone, è un pericolo più che fondato. Sapere che abbiamo più strumenti per affrontare questa possibilità è di certo una buona notizia.
Dal sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia arriva ora il racconto di una metodologia di esame dei danni da terremoto che sfrutta proprio la presenza della fibra ottica. Vediamo come funziona e cosa è in grado di fare.
I terremoti, per quanto la tecnologia sia avanzata e per quanto gli esperti si siano addestrati, restano pressochè impossibili da prevedere. Rispetto ad altri eventi, comprese le eruzioni vulcaniche, i terremoti non hanno segnali distinguibili a meno di non essere davvero a ridosso dell’evento sismico. Il che non aiuta la popolazione a essere preparata e a muoversi per tempo.
Un altro momento estremamente delicato è poi il post sisma. Quel momento in cui le scosse sono finite e si dovrebbe cercare di capire cosa è successo agli edifici per poter mettere in sicurezza le persone. In questa seconda fase la diagnostica può fare molto ed è qui che entra in scena la fibra ottica.
Come spiegato sul sito de l’INGV, infatti, è stato avviato un progetto di ricerca che riguarda proprio l’uso della fibra ottica installata all’interno degli edifici per calcolare i danni subiti dalle strutture a seguito di un evento sismico.
Il progetto si chiama Foresight ed è il frutto di uno sforzo congiunto tra INGV, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e Politecnico di Milano. Tutto ruota intorno ai segnali della fibra ottica che possono essere riconvertiti in dati anche predittivi sfruttando l’interferometria.
Con l’impiego della fibra ottica, quindi, si potrebbe riuscire a vedere una crepa che sta per far collassare un edificio anche prima che questa diventi davvero visibile. Poter fare affidamento su qualcosa che è già presente nelle abitazioni significa anche non dover aggiungere costi per dispiegare sistemi aggiuntivi di diagnostica.
E senza dover aggiungere sistemi è chiaro che tutto il percorso di valutazione diventa più rapido. In caso di eventi catastrofici la velocità è tutto ed è per questo che c’è tanta attesa per i risultati della sperimentazione dei sistema Foresight.
This post was published on 31 Marzo 2025 14:55
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